Art Advisor – Progetto Alluminio


C’è una nuova realtà che sta popolando i venerdì pomeriggio bolognesi, tra arte, musica e installazioni immersive, Progetto Alluminio è la proposta artistica dell’appartamento di via San Felice che offre un nuovo spazio di sperimentazione alla città.

In questo Art Advisor abbiamo intervistato i ragazzi di Progetto Alluminio.


Progetto Alluminio ha ospitato una serie di eventi multidisciplinari tra marzo e aprile 2022. Chi siete e come nasce il progetto?


Progetto Alluminio nasce da un’idea di Riccardo Tesorini e Gaia Nieri, coinquilini dell’appartamento in via San Felice che ha ospitato il progetto. Entrambi attivi nell’ambito artistico, Gaia e Riccardo hanno deciso di rendere la propria casa un luogo espositivo e di partecipazione collettiva. Questo è stato possibile anche grazie al contributo di altre figure come Federica Amaddii Barbagli, Camilla Medori, Chiara Ferri, Giulio Grillo ed altri. Ed ovviamente agli artisti che hanno deciso di partecipare: Riccardo Tesorini, Valentina Cima, Lorenzo Fasi, Biagio Cavallo, Daniele Carcassi e i dj Vicky e Dengue Dave.


Lo spazio espositivo è ricoperto di alluminio, una sala che non vuole essere neutra e si oppone al white cube istituzionalmente inteso, che pensiero c’è dietro questa scelta?


Proprio così!
L’idea di rivestire la sala di alluminio è nata quasi per gioco… l’alluminio ci ha permesso di immergerci in qualcosa di extra-ordinario stimolando in noi la possibilità di sovvertire uno spazio intimo e privato, spogliato della sua funzione abituale.
Nel pensare questo spazio come base del progetto abbiamo trovato interessante l’idea che l’alluminio fosse a tutti gli effetti un soggetto agente: gli artisti si sono confrontati con questo elemento ricorrente, muovendosi all’interno di un ambiente fortemente caratterizzato che ha suggerito loro un atteggiamento site-specific.


Progetto Alluminio è diventato in poco tempo uno spazio di aggregazione e di scambio da vicino per chi lo ha visitato, questa era una necessità che a Bologna ha sempre trovato spazio, e ora che le restrizioni si stanno allentando sta riemergendo, è stato un bisogno anche per voi o è un effetto collaterale del progetto?


Progetto Alluminio nasce nel pieno della pandemia. La nostra è stata una reazione alla paura e alla diffidenza, in un momento difficile, in un’epoca storica costellata di crepe e vuoti. Una sorta di anticorpo in cui abbiamo sviluppato un discorso con al centro una proposta artistica sfaccettata e senza confini di alcun genere.


Le vostre proposte artistiche sono molto varie, abbiamo visto pittura, installazioni, video, musica, come scegliete gli artisti e i lavori da ospitare? Seguite una filosofia o una scelta poetica precisa?


L’unica vera poetica è ascoltare lo spazio: vogliamo che la proposta artistica sia in sintonia con esso. Lo spazio ha scelto per noi: proprio la forte caratterizzazione della sala, data dall’alluminio, ha richiesto all’artista di pensare, o ripensare, l’opera propriamente per quel luogo.


Ora vi siete un po’ fermati, ma forse c’è qualcosa ancora che bolle in pentola, che progetti avete per il futuro? Continuerete ad aprire la sala alluminio di via San Felice o il progetto evolverà?


A dire il vero non ci siamo mai fermati! Ci siamo dati del tempo per preparare l’evento che ha concluso questo primo ciclo di Progetto Alluminio. Si tratta della soundwalk del 3/7/22 terminata con un gesto per formativo di disallestimento collettivo (e a sorpresa dei partecipanti) della sala dell’alluminio.
Abbiamo diversi progetti futuri ma per il momento preferiamo non anticipare nulla. La nostra intenzione è rendere Progetto Alluminio fluido e nomade: non vogliamo ancorarci al luogo in cui è nato ma espanderci e accogliere nuove proposte artistiche mantenendo la nostra identità.

Art Advisor – Foto/Industria 2021

Dal 14 Ottobre al 28 Novembre 2021 a Bologna si anima la Quinta Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro. Noi di Spine abbiamo pensato di creare una piccola guida per visitare tutte le location in modo pratico e funzionale.


Foto Industria in 48 ore

Guida Pratica

Dal 14 Ottobre al 28 Novembre 2021 a Bologna si anima la Quinta Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro. Noi di Spine abbiamo pensato di creare una piccola guida per visitare tutte le location in modo pratico e funzionale.
Armatevi delle vostre scarpe più comode perchè ci sarà da camminare. Buona lettura!

Il progetto, ideato e curato dalla Fondazione MAST, ha come tema comune il cibo, argomento che coinvolge un fascia di pubblico molto ampia e variegata, che per questo si presta bene ad essere unita con il mondo della fotografia.

Le 11 mostre sono dislocate in vari palazzi storici e punti d’interesse culturale della città di Bologna. Ogni luogo dialoga con i lavori esposti e con l’allestimento scelto per presentarli. Niente di quello che vedrete è lasciato al caso.

Il tema del cibo è sviluppato attraverso una narrazione molto precisa, che sa di volta in volta quali corde toccare. Si parla di ambiente, degli esseri che lo abitano e dei cambiamenti che hanno vissuto.
Gli attori principali sono l’uomo e ciò che lo circonda, attraverso una narrazione che racconta il rapporto che essi hanno tra di loro e lo sviluppo della tecnologia e dell’economia globale nel corso della storia.
Si parla anche di industria, delle tecniche di produzione del cibo e dell’impatto sul mondo.
Ogni mostra esprime nel suo piccolo una grande verità, facendoci sentire un campanello di allarme per qualcosa a cui, presto o tardi, andremo incontro.

Ecco le tappe del percorso che vi consigliamo:

  • Fondazione MAST, Via Speranza 42. Ando Gilardi – Fototeca
  • MAMbo, Via Don Minzoni 14. Jan Groover – Laboratory of Forms
  • San Giorgio in Poggiale, Via Nazario Sauro 20/2. Hans Finsler – Schokoladenfabrik
  • Palazzo Fava, Via Manzoni 2. Bernard Plossu – Factory of Original Desires; Herbert List – Favignana
  • Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Palazzo Paltroni, Via delle Donzelle 2. Henk Wildschut – Food
  • Palazzo Boncompagni, Via del Monte 8. Vivien Sansour – Palestine Heirloom Seed Library
  • Palazzo Zambeccari, Via De’ Carbonesi 11. Mishka Henner – In the Belly of the Beast
  • Palazzo Pepoli Campogrande, Via Castiglione 7. Lorenzo Vitturi – Money Must Be Made
  • Università di Bologna Collezione di Zoologia, Via Francesco Selmi 3. Maurizio Montagna – Fisheye
  • Padiglione dell’Esprit Nouveau, Piazza della Costituzione 11. Takashi Homma – M+Trails